Ultimo numeroVol. 2, N. 1 (2025): Poliorama Musicale
Pubblicato February 2, 2026
Descrizione del fascicolo
Il nuovo numero di Poliorama raccoglie studi che offrono un quadro composito della cultura musicale del Mezzogiorno - con particolare attenzione al contesto napoletano - tra la seconda metà dell’Ottocento e il Novecento.
Dopo la descrizione critica di Isabella Valente del dipinto di Domenico Battaglia La preghiera (Il coro grande della chiesa di Donnaregina Nuova), scelto come copertina del presente volume, il fascicolo si apre con un saggio di Paolo Sullo, che indaga sullo sviluppo della didattica del solfeggio in Italia nel xix secolo. Analizzando fonti documentarie, dai primi manuali didattici alla stampa dell’epoca, l’autore ricostruisce le pratiche e i metodi di insegnamento adottati in questo periodo.
Segue il contributo di Francesca Seller, dedicato alla principale casa editrice musicale napoletana della seconda metà dell’Ottocento, la Società Musicale Napoletana. Basandosi su documenti d’archivio inediti e cataloghi originali, l’autrice ricostruisce la storia della casa editrice dalla fondazione nel 1885 all’acquisizione da parte di Bideri e Ricordi nel 1905, delineandone il catalogo e le tipologie di opere pubblicate.
Il saggio, scritto a quattro mani, di Ugo Di Furia e Francesco Nocerino analizza la figura di Domenico Battaglia, pittore napoletano specializzato in interni sacri, mettendo in luce il rapporto di quest’ultimo con la musica. I suoi dipinti sono interpretati come preziose testimonianze storico-artistiche e organologiche, rappresentando preziosi documenti per la conoscenza e la ricostruzione di strumenti, pratiche esecutive e contesti liturgici in parte oggi perduti.
Con il contributo di Pier Paolo De Martino l’attenzione si sposta sulla vita concertistica napoletana di fine Ottocento. L’autore mostra come Florestano Rossomandi, erede della lezione di Martucci, promosse cicli orchestrali innovativi, favorendo la diffusione del repertorio europeo e la formazione di un moderno pubblico concertistico.
Il numero si conclude con l’articolo di Antonio Caroccia, che esplora il valore culturale della donazione di Roberto De Simone alla biblioteca del Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli. Composta da libri rari, manoscritti e materiali d’archivio, la collezione rappresenta una risorsa fondamentale per la ricerca sulla storia musicale napoletana e del Mezzogiorno.